Itinerari


Un giorno a Venezia (classico)

San Marco, San Giorgio, Zattere, La Dogana, La Salute, Rialto, Il Ghetto, San Polo, Santa Maria dei Miracoli, San Giovanni e Paolo.
Ore 9.00 - 19.00. Necessaria buona mappa di Venezia.


Troppo poco, un giorno soltanto…Si può appena assaporare l'aria diversa della città più bella. L'itinerario parte da Sant'Erasmo, h. 9.00 alla fermata Capannone. Si scende a Fondamenta Nuove, per prendere alle 9.43 la linea Giracittà direzione San Zaccaria. Si passa via acqua attorno all'Arsenale, a S.Elena, ai Giardini della Biennale, si scende a San Zaccaria*. Si visita San Marco**, la piazza e la basilica, quindi si torna al pontile, si prende la linea 82 per San Giorgio maggiore, si visita la chiesa e si sale sul campanile* da cui si gode di una vista panoramica della laguna e di Venezia particolarmente bella e completa. Se è domenica o festivo si può assistere alla messa con canti gregoriani. Si riparte da San Giorgio, direzione p.le Roma, si scende alle Zattere, ci si affaccia sul canale di San Trovaso, verso uno degli ultimi squeri dove si fanno le gondole, si torna sulla riva delle Zattere e si passeggia, andando a sinistra, fino alla punta della Dogana, si prosegue lungo il canal Grande per vedere la Chiesa della Salute**(visitate la sacrestia), si parte quindi con la linea 1 verso Rialto, per scendere al Ponte omonimo, raggiungere Campo San Bartolomeo, monumento al Goldoni, e fermarsi in un piccolo bar a mangiare un tramezzino (consigliamo i panini del bar Ai Rusteghi nascosto in fondo alla calletta dei WC dell'AMAV) o un piatto caldo (alla rosticceria Gislon, nel sottoportego della Bissa) o un cicchetto alla veneziana in un tipico bacaro (consigliamo Alla Botte, proprio vicino Ai Rusteghi, Al Portego, un po' più lontano e caro, direzione San Lio, fatto il ponte, prendere la calle a sinistra accanto all'olandese volante, e, dopo il ponte "delle paste", è di fronte).
Si riparte con la linea 1, si scende a San Marcuola, per raggiungere il campo del Ghetto Nuovo ed eventualmente visitare le sinagoghe* (tel.041715359). Si prosegue a piedi verso la stazione, si attraversa il canal Grande al ponte degli Scalzi, si passeggia in direzione Rialto nei sestieri di Santa Croce e San Polo (interessanti San Giacomo dell'Orio e San Polo, indispensabile passare per i Frari* ed eventualmente per le scuole di San Giovanni Evangelista e San Rocco). Passato di nuovo il canal Grande a Rialto, dirigersi verso Fondamenta Nuove, e in campo Santa Maria Nova deviare per la chiesa dei Miracoli**, capolavoro rinascimentale, e per San Giovanni e Paolo*, dove c'è, nella scuola di San Marco, l'ospedale civile di Venezia. Il vostro intenso itinerario finisce di nuovo a Fondamenta Nuove, dove potete imbarcarvi sulla linea 13 per Sant'Erasmo o sulla 41 0 51 per Ferrovia.

NB: presso la Salute, Gallerie dell'Accademia** (minimo 2 ore) e P.Guggenheim Collection** (anche in un'ora). Presso Rialto, Cà d'Oro, Galleria Franchetti* (circa un'ora, chiusura alle 14.00).

Due o tre giorni a Venezia

I quartieri popolari 1
Castello, via Garibaldi, San Pietro, la Pietà, i Greci, Scuola dei Dalmati, Querini Stampalia.
0re 9.00- 19.00.


Un secondo giorno a Venezia può essere dedicato al sestiere di Castello, sicuramente il più caratteristico.
Sempre partendo alle 9.00 da Capannone, si cambia a F.ta Nuove prendendo il Giracittà per San Zaccaria, si scende ad Arsenale, ci si dirige verso la Tana, e, passato il ponte e una stretta calle, si raggiunge via Garibaldi*, canale interrato da Napoleone. Si è in una delle zone più popolari di Venezia, la si percorre allontanandosi dalla Riva degli Schiavoni e si raggiunge l'isola di San Pietro, l'antica Olivolo, già sede del patriarcato veneziano: il chiostro della chiesa è ora un cortile di una casa. E' interessante affacciarsi all'estremità nord dell'isoletta, verso la laguna. Si torna sui propri passi, per lasciare, sulla sinistra in via Garibaldi l'ingresso dei giardini pubblici che collegano la zona a quelli più ampi di Sant'Elena, che ospitano la Biennale d'Arte. Si passeggia amabilmente lungo la riva degli Schiavoni (dei Sette martiri…) e si può rientrare nel labirinto di calli all'altezza della Pietà (ideata per ospitare concerti, chiesa di Vivaldi), per raggiungere la chiesa di San Giorgio dei Greci* con Museo delle icone bizantine, la scuola di San Giorgio degli Schiavoni*, con bel ciclo del Carpaccio, e ritornare verso la riva e San Marco, passando dalla chiesa di San Zaccaria* con la splendida pala del Bellini. Se si ha tempo merita una deviazione Campo Santa Maria Formosa e la retrostante Fondazione Querini Stampalia*, importante biblioteca e pinacoteca. Da qui si raggiunge velocemente Rialto (attraverso salizada San Lio), dove si può mangiare spendendo poco. Per un buon pranzo veneziano si può far sosta all'osteria Da Alberto (calle Giacinto Gallina, vicino all'ospedale), o Al Mascaron (calle Lunga S.M.Formosa) o da Remigio (salizada dei Greci). Per un pasto meno costoso e con minori pretese, meglio immergersi nel fitto reticolo di calli a Castello, zona della Bragora o di San Francesco della Vigna, e scegliere un baretto dove gli anziani giocano a carte, o un bacaretto sperduto (si consiglia Alle Alpi da Dante, in corte Nuova, vicinissimo al centro sociale Morion, dopo campo Santa Giustina, o Ae Banderete, in Barbaria de le Tole, o Ae Do Porte, proprio accanto al campiello Santa Giustina); per una pizza l'84, in salizada S.Francesco.

I quartieri popolari 2
Cannaregio, Dorsoduro, Santa Marta, La Giudecca

Sempre da Sant'Erasmo partenza alle 9.00. Da F.Nuove costeggiate la laguna fino ai Gesuiti, interessante l'oratorio dei Crociferi. Proseguite dal Campo dei Gesuiti lungo la fondamenta sulla sinistra, passate il ponte, percorrete la stretta calle per un lungo tratto fino a incontrare sulla destra il piccolo sottoportego dei preti che vi porta, al di là di un ponte tenendovi sulla destra, alla Misericordia. Merita una piccola deviazione la Basilica. Percorrete la fondamenta della Misericordia, famosa per i locali che tengono aperto fino a tardi, Il paradiso perduto, il locale messicano, quelli arabi… Svoltare a destra in calle Larga, per Campo Do Mori e la chiesa della Madonna dell'orto. Qui vicino un Hotel cinque stelle permette la visita al giardino storico affacciato sulla laguna nord.
Merita una visita anche la chiesa di Sant'Alvise (se non altro per scoprire l'origine di questo nome solo veneziano). Tornate sulla precedente lunga fondamenta, che diventa "degli Ormesini". Percorretela fino in fondo, giungendo, dopo la croce, alle case nove. Attraversate il vicino ponte dei tre archi, visitate San Giobbe.
Si costeggi dunque il lungo canale di Cannaregio, per giungere a San Leonardo, con il tipico mercatino della frutta. Avrete girato attorno al Ghetto ebraico* (vedi visita del primo giorno).
In questa zona, per mangiare bene, e pagare abbastanza, Bentigodi, verso il ghetto (meglio ancora la stessa gestione al Banco Giro in Erbaria a Rialto), all'Antica Mola, in fondamenta degli Ormesini. Per cicchetti e ombre, Aziende Agricole e la rosticceria accanto, in rio terà Farsetti, al fondo di S.Leonardo (verso gli Ormesini) o nel bacaretto sempre al fondo di S.Leonardo (ma svolta a destra verso il Canal).
Il pomeriggio, con la linea Giracittà, ci si dirige a Santa Marta, da dove si raggiunge facilmente l'incredibile San Nicolò dei Mendicoli*. Da qui, Santa Marta è un quartiere recente e popolare, passeggiando, si può velocemente arrivare alla chiesa dell'angiolo Raffaele, alla bella chiesa di San Sebastiano*, e tornare in fondamenta Briati per un'ombra da Codroma, riattraversare il rio dei Carmini poco più avanti per giungere alla chiesa dei Carmini* (scuola da visitare), a Santa Margherita*, uno dei punti più vivaci di Venezia, vedere San Pantalon e ritornare alla stazione marittima o alle Zattere, da dove partire per la Giudecca. L'isola popolare, piuttosto decadente, dove c'è l'ostello ma potrebbe non esserci, vive a parte, con un carattere rude, ma poetico. E' piacevole percorrerla tutta lungo la fondamenta verso Venezia, cercando di affacciarsi dal lato opposto verso le isole della Laguna sud (da calle Michelangelo vicino alle Zitelle, o presso la corte dei Cordami, in fondamenta delle scuole)


Un giorno in più: la Laguna di Venezia

Un giorno in più è indispensabile per poter avere una visione più completa della città, e tale visione è necessariamente quella data dalle isole che la circondano: le grandi e popolose Lido, Pellestrina, Murano, Burano e Sant'Erasmo, le piccole e quasi disabitate, Torcello, San Francesco, a nord, San Lazzaro degli armeni a sud.
E' ovviamente necessaria una scelta: noi vi proponiamo due alternative.

Prima ipotesi: Laguna Sud.
Si parte come sempre da Sant'Erasmo alle 9.00, si cambia a Fondamenta Nuove in direzione San Zaccaria (9.43) e si cambia nuovamente in direzione Giudecca, potendo far sosta, se non ancora fatta, a San Giorgio Maggiore (linea 82). La Giudecca si estende lunga e stretta tra l'omonimo canale, verso le Zattere e il porto, e la Laguna sud, su cui ci si può affacciare solo in brevi tratti. Da vedere le chiese delle Zitelle, del Redentore (palladiane) e di Sant'Eufemia. Da notare la vita sociale in fondamenta, con i vecchi (a volte sporchi) bar, i circoli, i negozi… Si raggiunge la imponente figura del Mulino Stucky, chiuso negli anni Cinquanta ed ora in ristrutturazione per altra destinazione, passando dietro l'Harry's Dolci di Cipriani, e alla fine, dopo un lungo ponte si entra in Sacca Fisola, quartiere recente e popolare. Di qui si può ritornare a San Zaccaria, con l'82, e ripartire alle 15.10 con la linea 10 per San Lazzaro degli Armeni: la visita al museo ed alla biblioteca*, guidata dai monaci armeni che la abitano, è interessante. Gli armeni sono presenti anche in Centro storico. Se a Dorsoduro c'è il collegio armeno, vicinissimo a San Marco, in calle degli armeni presso San Zulian, c'è la piccola chiesetta armena, visitabile la domenica prima e dopo la funzione delle 11.00. Si ritorna alle 17.25 per San Zaccaria, da dove si può ripartire con la 41 per F.ta Nuove (ma è molto più rapido andare a piedi) e con la 13 per Sant'Erasmo.

Ipotesi balneare
Da Sant'Erasmo d'estate è velocemente raggiungibile il Lido di Venezia. Funziona infatti il servizio di linea balneare 18 con trasporto biciclette. Se si vuole fare vita di spiaggia si ha dunque l'occasione di farlo a Santa Maria Elisabetta, al fondo del Gran Viale, accanto ai prestigiosi Des Baines, oppure a San Nicolò, verso la diga, o agli Alberoni, raggiungibili in bus con la linea Bus.
Se invece si desidera percorrere un lungo itinerario, si può andare in bicicletta o in autobus e motonave fino a Pellestrina, per raggiungere l'oasi di Cà Roman, con l'ampia spiaggia e la vista di Chioggia. Interessanti i borghi lungo laguna di San Pietro in Volta e Pellestrina*, mentre al Lido è piacevole la visita dell’antica Malamocco.

Seconda ipotesi: Laguna Nord.
Si parte da Sant'Erasmo alle ore 9.00, si scende a Murano alle 9.20, dirigendosi verso una fornace: consigliamo Formia, accanto alla chiesa di San Pietro, verso il ponte di legno. Per il lavoro al lume consigliamo il laboratorio artigianale di Paolo Cenedese (041739437), giusto dietro la Banca che si affaccia sulla chiesa, ingresso dal sottoportico sulla fondamenta. Quindi visita di San Pietro Martire, del chiostro e del Museo, per poi, attraversato il ponte di legno sul canal Grande di Murano, e percorsa tutta la fondamenta verso il museo, visitare il museo vetrario (sul percorso) e la straodinaria basilica dei Santi Maria e Donato**. Si ritorna a Faro, magari col battello da Museo o Navagero, per salpare ancora verso altre isole: Burano, Mazzorbo e Torcello. Il vaporetto per Burano parte ogni mezz'ora, quasi sempre ai minuti 19 e 49, dalla fermata del Faro. Si impiegano circa venticinque minuti per raggiungere la più vicina Mazzorbo. Da qui, con una breve passeggiata proseguendo sulla fondamenta, o più lunga, addentrandosi verso il paesino di Mazzorbo, dove si può mangiare alla locanda Ai Cacciatori e visitare la chiesa di Santa Caterina (telefonare al custode Elio 041. 73.09.68), si raggiunge il ponte che collega l'isola a Burano.
Presso il ponte lungo sono le nuove case popolari e un giardino pubblico con bell'area giochi per i bambini, perfetta per le scolaresche!
Burano è l'isola colorata dei pescatori e dei merletti, è bello passeggiare casualmente e la si può visitare tutta in un'ora o due.
Per mangiare consigliamo Lo spuntino, per una veloce frittura o panini e cicchetti non troppo cari, o la pizzeria trattoria che si trova al fondo di via Galuppi, svoltando a destra invece di entrare nella piazza omonima (di fronte ai gabinetti pubblici). Sono ovviamente cari invece i rinomatissimi (a ragione) ristoranti Al gatto nero (fondamenta Giudecca), Da Primo e da Romano, sulla via principale.
Da Burano si parte per Torcello, raggiungibile in cinque minuti con la linea T (in partenza ogni mezz’ora). Una breve passeggiata lungo canale porta alla bellissima antica basilica di Santa Maria Assunta** (10.00 - 17.00) e alla chiesa accanto di Santa Fosca. Visitabile il museo dell'Estuario (archeologico). Entro le 16.00 si può salire sul campanile*, da cui si gode una splendida vista della laguna nord.
Se si decide d'avventurarsi nell'isola, è affascinante la deviazione per le fondamenta di una chiesa antica ritrovate nel giardino di una villa: si attraversa il ponte del diavolo e si percorre il sentiero fino alla fine tenendo la destra: per la visita si deve chiedere il permesso al custode della villa. A Torcello ha lavorato e abitato per trent’anni l’artista Lucio Andrich. Suo nipote Paolo espone le sue opere (sete, arazzi, vetri d’arte, pittura, scultura) e riceve gli ospiti nella casa dello zio dove si è trasferito dal 2003. La casa è raggiungibile a piedi dalla via principale di Torcello con sentiero a partire dall’ultima casa prima della fermata. E’ meglio contattare Paolo (che offre anche la possibilità di soggiornare nel rustico adiacente alla casa) al n. 3472391861. A Torcello si mangia bene al Trono di Attila (041730094) e al Ponte del Diavolo.
Si torna a Burano, da dove alle 14.52 -14.45 da Torcello con coincidenza immediata!- si può partire per Treporti, dove si trova la coincidenza per Sant'Erasmo - linea 13 alle 15.22 - oppure per Murano -e Fondamenta Nuove- dove cambiare per Sant'Erasmo.
Ipotesi aggiuntiva naturalistica: Lio piccolo, Cà Savio, Sant'Erasmo.
Se si dispone di tempo, è interessante visitare la penisola di Punta Sabbioni, la diga, la spiaggia di Cà Savio, le barene e le valli da pesca di Lio Piccolo* e le Mesole. Si può partire da Sant'Erasmo in bicicletta con il vaporetto delle 8.54 da punta Vela (8.30 da Capannone). Arrivati a Treporti, dopo il cimitero, invece di passare il ponte, si devia a sinistra per Saccagnana, si supera il piccolo centro agricolo (casa antica ristrutturata sulla piazzetta) e ci s'immerge nelle barene di Lio Piccolo, lungo una stradina asfaltata con splendida vista sulla Laguna Nord. E' il luogo del silenzio, dove sono solo Gabbiani, Garzette e più eleganti Cavalieri d’Italia. Si ritorna a Treporti, si attraversa l'abitato e si prosegue per Cà Savio. Si attraversa ancora l'abitato e si giunge, senza svoltare, alla spiaggia. Si può proseguire volendo verso Punta Sabbioni, affacciandosi sulla bocca del porto di Lido. All'interno, verso la laguna, si gode una particolare vista su Sant'Erasmo, e sulla nuova isoletta della Motta, raggiungibile a piedi - nell'acqua, da Sant'Erasmo.

Ipotesi aggiuntiva: la laguna (ir)raggiungibile, Lazzaretto Nuovo, San Francesco del deserto.
Bisogna telefonare, per essere certi di poter visitare queste piccole e importanti isole della laguna nord di Venezia.
Per il Lazzaretto Nuovo, dove il custode dell'Archeoclub su richiesta fa da guida per la visita, bisogna partire da Capannone, utilizzando i vaporetti ACTV (n.verde800-845065), oppure facendosi venire a prendere dai custodi, telefonando al 0412444010. L'isola, che ha beneficiato di recentissimi restauri, era il luogo sul porto dove venivano ricoverate le navi, le relative merci e gli equipaggi, per le necessarie quarantene. Interessanti le antiche scritte all'interno dell'edificio maggiore, il Tesòn, testimonianza di questa funzione. Chiedere di poter percorrere il camminamento lungo tutta l'isola.
Per l'isola dei francescani, sarebbe opportuno soggiornarvi in preghiera o meditazione per poterne vivere il clima di isolamento e serenità (telefonate a padre Felice 0415286863). In questo caso i frati sono disponibili a dare un passaggio in barca al visitatore. In alternativa si può visitare l'isola tutte le mattine e i pomeriggi (9.00-11.00/15.00-17.00), dovendo però raggiungerla in taxì o imbarcazione privata. La presentazione che ne danno i frati è noiosa, ricca di riferimenti fantasiosi, e sostanzialmente legata al culto per San Francesco. Si consiglia di svincolarsi dalla visita guidata e chiedere di accedere a giardino, orti e chiostro antico.

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